Vi sono due metodologie che applico a seconda del percorso e delle esigenze dello studente.
Nei corsi di lingua, di qualsiasi livello, preferisco concentrarmi soprattutto sull’aspetto comunicativo: conversazioni in lingua, costruite ogni volta attorno a un argomento diverso e stimolante, permettono di sviluppare gradualmente sicurezza e spontaneità nello speaking. La grammatica rimane naturalmen...
Vi sono due metodologie che applico a seconda del percorso e delle esigenze dello studente.
Nei corsi di lingua, di qualsiasi livello, preferisco concentrarmi soprattutto sull’aspetto comunicativo: conversazioni in lingua, costruite ogni volta attorno a un argomento diverso e stimolante, permettono di sviluppare gradualmente sicurezza e spontaneità nello speaking. La grammatica rimane naturalmente parte integrante del percorso, ma viene spesso introdotta a partire dall’uso concreto della lingua. Letture, ascolti, video e attività interattive completano le lezioni, permettendo di lavorare contemporaneamente sulle diverse competenze linguistiche.
Nel caso dei percorsi di impostazione metodologica rivolti a studenti e studentesse con DSA o BES, il primo passo è invece comprendere quali siano le difficoltà nel metodo di studio e individuare insieme le strategie più efficaci per rendere l’apprendimento più accessibile. È un percorso che può richiedere diverse lezioni, perché non esiste un metodo valido per tutti: mappe, schemi, strumenti digitali e modalità di organizzazione vengono scelti e adattati alla singola persona.
Il mio obiettivo, in entrambi i casi, è creare lezioni personalizzate, in cui lo studente possa sentirsi coinvolto e acquisire progressivamente maggiore sicurezza e autonomia. Credo infatti che imparare una lingua o costruire un buon metodo di studio significhi anche imparare a riconoscere le proprie risorse e trovare il modo più efficace per utilizzarle.
Cerco soprattutto di instaurare un rapporto sereno e collaborativo, perché considero fondamentale che ogni studente e studentessa possa sentirsi libero di fare domande, sbagliare e sperimentare. L’errore, nelle mie lezioni, diventa così uno strumento concreto per comprendere, migliorare e crescere.
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