Spesso, nelle scuole lo studio viene fatto passare come una cosa troppo pesante, una cosa necessaria per poter sbloccare l'anno successivo e non come un qualcosa di necessario per vivere bene con se stessi, tant'è che la maggior parte delle persone una volta conclusi gli anni obbligatori, si butta nel lavoro, abbandonando quella curiosità che tutti, sin da bambini, portiamo dentro di noi.
Lo st...
Spesso, nelle scuole lo studio viene fatto passare come una cosa troppo pesante, una cosa necessaria per poter sbloccare l'anno successivo e non come un qualcosa di necessario per vivere bene con se stessi, tant'è che la maggior parte delle persone una volta conclusi gli anni obbligatori, si butta nel lavoro, abbandonando quella curiosità che tutti, sin da bambini, portiamo dentro di noi.
Lo studio delle lingue, in questo caso l'inglese, a parer mio non deve essere necessario solo per riuscire a comunicare sul proprio luogo di lavoro, ma deve essere visto anche come la scoperta di un altro mondo, altre culture e usanze, come un qualcosa che permette di connetterci con persone che vivono la loro vita in un modo completamente diverso dal nostro.
Ed è qui che subentra anche lo studio della letteratura e della storia, due materie che molti insegnanti sono capaci di farci odiare, quando dietro di essi si trova un mondo fantastico, troppo bello per essere considerato come "materia obbligatoria".
Tutto ciò è quello che cerco di trasmettere ai miei studenti, non la passione per lo studio ma la passione per il sapere, attraverso metodi di studio che non prevedono solo leggere e ripetere, ma anche la ricerca di stimoli che possono portare ad una comprensione più veloce e anche piacevole di ciò che si sta studiando.
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