Le mie lezioni partono sempre da una domanda semplice: dove ti sei perso?
Non esiste un metodo uguale per tutti. Prima di spiegare qualsiasi cosa, cerco di capire come ragiona lo studente che ho di fronte, quali sono i suoi punti di forza e dove invece si inceppa. Solo da lì costruisco il percorso insieme a lui.
Con le materie scientifiche lavoro molto sulla comprensione del procedimento, non s...
Le mie lezioni partono sempre da una domanda semplice: dove ti sei perso?
Non esiste un metodo uguale per tutti. Prima di spiegare qualsiasi cosa, cerco di capire come ragiona lo studente che ho di fronte, quali sono i suoi punti di forza e dove invece si inceppa. Solo da lì costruisco il percorso insieme a lui.
Con le materie scientifiche lavoro molto sulla comprensione del procedimento, non sulla memorizzazione: a che serve sapere una formula se non capisci quando e perché usarla? Uso esempi concreti, disegni, schemi — tutto quello che serve per rendere visibile qualcosa che sulla carta sembra astratto.
Le mie lezioni sono dialogate: faccio domande, aspetto le risposte, lascio spazio all'errore perché l'errore è il punto di partenza migliore per capire davvero. Non mi sostituisco allo studente: lo accompagno finché non riesce a farcela da solo.
Ho imparato questo lavorando anni con ragazzi in contesti diversi — scout, centri estivi, volontariato — dove ho capito che per insegnare qualcosa bisogna prima guadagnarsi la fiducia di chi ti sta di fronte. In aula funziona esattamente lo stesso.