Mi chiamo Chiara, sono una studentessa universitaria di lingue al quinto anno. Ho scelto questo percorso perché le lingue per me non sono mai state solo grammatica e vocaboli, sono finestre su culture diverse, modi diversi di vedere il mondo. Studiare lingue significa anche studiare le persone, e questo mi ha sempre affascinata. L'inglese in particolare è sempre stata la mia materia preferita, me...
Mi chiamo Chiara, sono una studentessa universitaria di lingue al quinto anno. Ho scelto questo percorso perché le lingue per me non sono mai state solo grammatica e vocaboli, sono finestre su culture diverse, modi diversi di vedere il mondo. Studiare lingue significa anche studiare le persone, e questo mi ha sempre affascinata. L'inglese in particolare è sempre stata la mia materia preferita, merito di insegnanti che sono riuscite a renderla qualcosa di vivo e concreto, non solo scolastico. Da lì non sono più riuscita a lasciarla.
Oggi la pratico ogni giorno anche nel lavoro, quindi non è solo teoria: è una lingua che uso davvero, che continuo a sentire e a tenere allenata.
Ho fatto ripetizioni private per diversi anni e ho lavorato come animatrice. Queste esperienze mi hanno insegnato una cosa fondamentale: ogni persona è diversa, e il modo di approcciarsi a ciascuna deve esserlo altrettanto. Con i ragazzi soprattutto ho imparato ad ascoltare prima di spiegare, a capire dove si bloccano e perché.
Una cosa che mi sta molto a cuore è che sbagliare non sia vissuto come un fallimento. È parte del processo, sempre. I momenti che mi danno più soddisfazione sono proprio quelli in cui uno studente capisce qualcosa che prima sembrava impossibile quando vedi che qualcosa si sblocca, che la frustrazione lascia spazio alla sicurezza.
Il mio obiettivo è fare per chi studia con me quello che le mie insegnanti hanno fatto per me: rendere l'inglese chiaro, avvicinabile e meno spaventoso di quanto sembri.
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