Il mio metodo di insegnamento si basa su un'idea molto semplice: lo studio non deve essere una tortura, ma un obiettivo da raggiungere insieme nel minor tempo possibile e senza stress. Non mi metto al computer a fare discorsi lunghi o lezioni noiose come a scuola. Il mio è un approccio molto pratico e interattivo. Nei primi cinque minuti facciamo sempre il punto della situazione guardando insieme...
Il mio metodo di insegnamento si basa su un'idea molto semplice: lo studio non deve essere una tortura, ma un obiettivo da raggiungere insieme nel minor tempo possibile e senza stress. Non mi metto al computer a fare discorsi lunghi o lezioni noiose come a scuola. Il mio è un approccio molto pratico e interattivo. Nei primi cinque minuti facciamo sempre il punto della situazione guardando insieme il diario o il registro elettronico, così capiamo subito a quali compiti dare la priorità e dove ci sono i problemi più grandi.Durante l'ora di lezione non do mai le soluzioni pronte. Preferisco guidare il ragazzo a trovare la risposta sul libro o a capire il ragionamento dietro a una formula, aiutandolo con domande semplici e senza mettergli ansia. Lavoriamo direttamente sui compiti scritti per il giorno dopo, che si tratti di esercizi di grammatica, problemi o letture. Insieme impariamo anche a sottolineare le cose importanti e a creare riassunti o mappe concettive sul quaderno, che poi rimarranno utili per il ripasso futuro.La dinamica tra noi sarà sempre molto tranquilla e amichevole, proprio perché parliamo la stessa lingua. Non c'è la paura del voto e gli errori servono solo a capire cosa dobbiamo rivedere. Se c'è una verifica o un'interrogazione in arrivo, dedichiamo l'ultima parte della lezione a fare delle prove ad alta voce. Io faccio finta di essere il professore e faccio le domande più probabili, così il ragazzo si allena a ripetere e supera la timidezza. In questo modo l'ora passa velocemente, i compiti vengono finiti tutti e ci si toglie il pensiero per il resto del pomeriggio.
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