So benissimo cosa significhi sentirsi smarriti di fronte allo studio. Da bambino ho frequentato scuole internazionali, come la International School of Brussels e la International School of Florence, dovendo imparare l'inglese da zero. Tornare poi al sistema italiano alle medie è stata un'ulteriore sfida: ho dovuto riabituarmi a studiare matematica, scienze e tutte le altre materie nella mia lingu...
So benissimo cosa significhi sentirsi smarriti di fronte allo studio. Da bambino ho frequentato scuole internazionali, come la International School of Brussels e la International School of Florence, dovendo imparare l'inglese da zero. Tornare poi al sistema italiano alle medie è stata un'ulteriore sfida: ho dovuto riabituarmi a studiare matematica, scienze e tutte le altre materie nella mia lingua madre. Ho provato sulla mia pelle cosa significhi sentirsi 'più lenti' o in difficoltà rispetto ai compagni, specialmente quando gli insegnanti, invece di semplificare i concetti, li rendono ancora più complessi.
Tuttavia, non mi sono mai arreso. Con costanza, impegno e voglia di dare il massimo, ho superato quegli ostacoli ottenendo il massimo dei voti con lode, sia all'esame di terza media che alla maturità scientifica. La disciplina e il rigore necessari per raggiungere questi risultati e portare a termine ogni compito non derivano solo dai libri, ma affondano le radici nelle mie più grandi passioni: lo studio del pianoforte, la corsa podistica e il ciclismo. Sono tutte attività che mi hanno insegnato il valore dell'allenamento metodico, della pazienza e della determinazione.
Attualmente sono un laureando in Ingegneria Aerospaziale al Politecnico di Torino e sto scrivendo la mia tesi triennale in collaborazione con Avio Aero (GE Aerospace), dove ho svolto il mio tirocinio. Il mio percorso di studi si sposa perfettamente con la creatività che porto con me in ogni ambito, un'attitudine nata e coltivata grazie al mio interesse per il razzimodellismo. Nel tempo libero mi dedico infatti alla creazione di piccoli razzi modello, costruiti con materiali di recupero e spinti da motori a propulsione solida (realizzati con una miscela di zucchero a velo e nitrato di potassio). Sia nella realizzazione di questi progetti ingegneristici in miniatura, sia nello sport e nella vita accademica, ho imparato una lezione fondamentale: il lavoro di squadra è imprescindibile per far decollare qualsiasi idea e superare i propri limiti.
Ho deciso di dare ripetizioni perché voglio aiutare chi oggi vive le difficoltà che ho vissuto io, mettendo a disposizione non solo le mie competenze, ma anche il mio approccio creativo e rigoroso. Voglio dimostrare ai miei studenti che, con le spiegazioni giuste, un po' di pazienza e la giusta motivazione, nessun traguardo è precluso. Se ci si crede abbastanza, nulla è impossibile.
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