Ogni percorso parte da una chiacchierata iniziale, senza impegno: mi piace conoscere l'allievo prima di tutto, capire il suo livello di partenza, i suoi punti di forza e le difficoltà, ma soprattutto cosa cerca davvero. Che si tratti di aiuto con i compiti, voglia di fare conversazione, preparazione a una verifica o semplicemente il desiderio di iniziare a imparare l'inglese da zero, il percorso...
Ogni percorso parte da una chiacchierata iniziale, senza impegno: mi piace conoscere l'allievo prima di tutto, capire il suo livello di partenza, i suoi punti di forza e le difficoltà, ma soprattutto cosa cerca davvero. Che si tratti di aiuto con i compiti, voglia di fare conversazione, preparazione a una verifica o semplicemente il desiderio di iniziare a imparare l'inglese da zero, il percorso lo costruiamo insieme, su misura, senza schemi fissi uguali per tutti.
Con i più piccoli, le lezioni sono pensate per essere giocose e coinvolgenti: uso giochi, immagini, canzoni e piccole attività pratiche, perché a quest'età l'inglese si impara meglio giocando che studiando a memoria. L'obiettivo è che il bambino associ la lingua a qualcosa di piacevole, non a un compito noioso.
Con ragazzi e adulti, do più spazio alla conversazione reale e al supporto scolastico: alterniamo spiegazioni chiare di grammatica ed esercizi mirati a momenti di pratica vera, dove si parla, si sbaglia, ci si corregge e si va avanti. Credo molto nel "learning by doing": l'inglese si impara davvero solo usandolo, non limitandosi a studiarlo sui libri.
Ogni lezione segue una struttura semplice e prevedibile, così ci si sente sempre orientati:
- un breve ripasso di quanto fatto nella lezione precedente, per fissare i concetti;
- la parte centrale, dedicata all'obiettivo del giorno — grammatica, conversazione, compiti o preparazione a una verifica;
- qualche minuto finale per riassumere ciò che si è imparato e capire su cosa lavorare prima della lezione successiva, anche con piccoli esercizi da fare in autonomia, se utile.
Il ritmo si adatta sempre alla persona: chi ha bisogno di più tempo per assimilare un argomento lo trova, chi vuole andare più veloce non si annoia con ripetizioni inutili.
Un elemento che mi contraddistingue è il mio anno di scuola superiore vissuto negli Stati Uniti: questo mi ha permesso di imparare l'inglese "vivo", quello usato davvero ogni giorno nelle conversazioni, nei modi di dire, nell'umorismo — non solo quello dei libri di testo. Cerco sempre di portare questo aspetto nelle lezioni, per aiutarti a comunicare in modo naturale e sicuro, non solo "corretto" dal punto di vista grammaticale.
Infine, sbagliare fa parte del percorso: in ogni lezione l'errore non è un problema, ma un'occasione per capire meglio come funziona la lingua, in un ambiente rilassato dove ci si sente liberi di provare.
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