La mie unica esperienze è stata universitari, ho affiancato medici specialisti nei corsi di aggiornamento ai farmacisti.
Il mio metodo è quello di spostare l’attenzione passiva all’apprendimento attivo, mettendo lo studente e le sue necessità al centro. La mia UDA della tesi del Master era incentrata sulla Peer education e sulla Gamification. Ho ottenuto 106/110 anche grazie a questo. Dipende com...
La mie unica esperienze è stata universitari, ho affiancato medici specialisti nei corsi di aggiornamento ai farmacisti.
Il mio metodo è quello di spostare l’attenzione passiva all’apprendimento attivo, mettendo lo studente e le sue necessità al centro. La mia UDA della tesi del Master era incentrata sulla Peer education e sulla Gamification. Ho ottenuto 106/110 anche grazie a questo. Dipende comunque sempre l’età dello studente, il suo tipo di approccio allo studio, la materia in modo da poter sviluppare le loro life skill. Adotto un approccio con domande mirate per verificare il tipo di apprendimento e a questo punto valuto se è meglio la lezione frontale, un Role planing. Se lo studente deve colmare delle lacune adottò un approccio tutoriale per personalizzare l’apprendimento, oppure, anche in contemporanea cammin facendo, un approccio alla discussione per avere un confronto di idee. Questo attraverso l’interiorizzaione degli argomenti tramite conversazione in modo da aiutare lo studente nell’apprendimento.
Ho già adottato strategie mnemoniche con codici verbali e non, strategia generative, quindi far schemi, prendere appunti, ripetere a voce alta, sottolineare. Utile può essere incoraggiare lo studente alla produzione di schemi e riassunti cercando di individuare gli aspetti più rilevanti di quello che si vuole imparare. Direi che con questo è tutto. A priori si possono dire tante cose, ma finché non si è faccia a faccia con lo studente e si fanno due chiacchiere con lui e i genitori, credo sia lì che si potrà iniziare un tipo di approccio modificandolo man mano che si lavora
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