Il mio modo di insegnare parte da un principio semplice: **l’Intelligenza Artificiale non dovrebbe pensare al posto nostro, ma aiutarci a pensare meglio.**
Per questo le mie lezioni non seguono un programma rigido e uguale per tutti. Partiamo dalla persona, dai suoi obiettivi e, quando possibile, da situazioni, domande o progetti reali.
Durante le lezioni alterniamo spiegazione, conversazione e...
Il mio modo di insegnare parte da un principio semplice: **l’Intelligenza Artificiale non dovrebbe pensare al posto nostro, ma aiutarci a pensare meglio.**
Per questo le mie lezioni non seguono un programma rigido e uguale per tutti. Partiamo dalla persona, dai suoi obiettivi e, quando possibile, da situazioni, domande o progetti reali.
Durante le lezioni alterniamo spiegazione, conversazione e applicazione pratica. Possiamo analizzare una strategia di marketing, sviluppare un’idea, lavorare su contenuti e customer journey, esplorare un problema aziendale oppure utilizzare strumenti di AI per osservare una stessa situazione da prospettive diverse.
Non mi interessa insegnare semplicemente quali pulsanti premere o quali prompt copiare. Gli strumenti cambiano rapidamente. **Il modo di pensare rimane.**
Il mio approccio si basa sulla **Cooperative Intelligence**: l’AI contribuisce con analisi, struttura e capacità di esplorazione; la persona porta esperienza, intuizione, creatività e giudizio. È dall’interazione tra queste capacità che spesso emergono le idee più interessanti.
Per questo una lezione può anche prendere una direzione inizialmente non prevista. Una buona domanda può essere più importante di una risposta veloce e un risultato inatteso può diventare il punto di partenza per comprendere qualcosa di nuovo.
Il mio obiettivo è che, con il tempo, lo studente abbia sempre meno bisogno di seguire formule prestabilite e sviluppi invece un proprio metodo per lavorare, sperimentare e pensare insieme all’AI.
**Non impariamo semplicemente a usare l’AI. Impariamo a pensare con essa.**
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