Quasi un insegnante su due in Italia, il 44%, stima che oltre la metà dei propri studenti torni in classe a settembre con un ritmo di studio o una sicurezza inferiori rispetto a giugno. È uno dei dati principali di un sondaggio LeTueLezioni condotto su 734 insegnanti e tutor attivi in Italia nel mese di luglio 2026, che fotografa il calo del livello di apprendimento legato alla pausa estiva.
Il fenomeno non è una sensazione isolata: riguarda la maggioranza degli studenti secondo chi insegna ogni giorno. In questo articolo trovi tutti i dati del sondaggio, dalle cause più citate dagli insegnanti alle attività estive che funzionano davvero, fino ai consigli di un'esperta per prevenire il calo senza trasformare l'estate in scuola. Se cerchi supporto per il rientro, puoi anche trovare un insegnante privato su LeTueLezioni.
Indice
Domanda posta agli insegnanti: «Quale percentuale dei tuoi studenti pensi tornerà a settembre con ritmo o sicurezza compromessi?»
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Risposta data dall'insegnante |
Quota di insegnanti che ha risposto così |
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Dal 51 al 75% dei suoi studenti |
28% |
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Dal 26 al 50% dei suoi studenti |
26% |
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Dal 76 al 100% dei suoi studenti |
16% |
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Dallo 0 al 10% dei suoi studenti |
16% |
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Dall'11 al 25% dei suoi studenti |
15% |
Sommando le due fasce più alte (dal 51% in su), il 44% degli insegnanti stima che oltre la metà dei propri studenti abbia perso ritmo o sicurezza durante l'estate. Un dato che riguarda la maggioranza, non un'eccezione isolata.
Il 42% degli insegnanti nota un peggioramento del calo del livello di apprendimento rispetto a cinque anni fa (22% lo definisce leggero, 20% marcato). Solo il 4% osserva un miglioramento, mentre il 41% non nota differenze significative. Il fatto che il fenomeno sia percepito come in crescita, e non semplicemente stabile, aiuta a spiegare perché ne parliamo proprio ora.
Quando devono indicare una causa principale, gli insegnanti si dividono tra alcuni fattori diversi:
Un mix di più fattori insieme (38%): la risposta più diffusa, che racconta un fenomeno complesso.
Meno conoscenze, cioè contenuti dimenticati o abilità indebolite (21%).
Meno motivazione, quando lo studente ricorda ma non vuole impegnarsi (19%).
Meno sicurezza, quando lo studente ricorda ma è insicuro (11%).
Nessun problema reale secondo l'insegnante (12%).
Il dato più utile per sfatare un mito comune: gli studenti non sarebbero semplicemente svogliati. Il fenomeno è più complesso, e meno colpevolizzante per i ragazzi, di quanto sembri a prima vista. Non è un caso che sia proprio la perdita di motivazione allo studio uno dei fattori più citati anche in altre indagini su studenti e famiglie, non solo in estate.
Il 70% degli insegnanti pensa che tra 30 minuti e due ore di pratica leggera a settimana bastino per ridurre in modo significativo il calo del livello di apprendimento. Solo il 10% ritiene che servano più di due ore. È il dato che più contrasta con l'idea che l'estate debba trasformarsi in una seconda scuola: secondo chi insegna, bastano piccoli momenti regolari, non ore di studio ogni giorno.
Tra le attività estive che, secondo gli insegnanti, aiutano davvero a mantenere vivo l'apprendimento, la lettura per piacere è al primo posto:
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Attività estiva |
Quota di insegnanti che la considera efficace |
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Leggere per piacere |
45% |
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Viaggiare e usare una lingua straniera in contesti reali |
39% |
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Sessioni brevi e strutturate con un tutor |
35% |
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Compiti tradizionali per le vacanze |
26% |
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Centri estivi o attività di gruppo |
18% |
Il dato forse più sorprendente è che i compiti tradizionali per le vacanze, spesso la prima cosa a cui si pensa, risultano tra le opzioni meno indicate dagli stessi insegnanti. Leggere per piacere, viaggiare e usare una lingua in un contesto reale funzionano meglio, secondo chi insegna sul campo.
Il primo segnale più citato dagli insegnanti non riguarda i contenuti dimenticati, ma il comportamento in classe. Ecco i segnali da osservare, in ordine di frequenza:
Errori di base che lo studente prima non commetteva (38%).
Stanchezza o minore coinvolgimento generale nelle prime settimane di scuola (31%).
Bisogno di più ripetizioni del solito per ricordare le cose (16%).
Riluttanza o difficoltà a iniziare la lezione (9%).
Per i genitori, questi segnali comportamentali possono essere un campanello d'allarme utile da osservare già nelle prime settimane di scuola, spesso prima ancora del primo voto basso.
Patrizia Di Flaviano, formatrice e tutor dell'apprendimento su LeTueLezioni, commenta così i risultati del sondaggio: «A settembre spesso si nota una riduzione della fluidità nella lettura e una maggiore fatica nel riprendere gli esercizi di matematica e le routine di studio, non perché i ragazzi abbiano dimenticato tutto, ma perché alcune competenze richiedono esercizio costante».
«È utile durante le vacanze estive ritagliare ogni giorno qualche momento per leggere qualche pagina o risolvere un paio di esercizi. Il primo consiglio che darei alle famiglie è trovare un equilibrio fatto di piccoli obiettivi e abitudini semplici».
Alla luce dei dati del sondaggio, ecco qualche consiglio concreto per genitori e studenti:
Punta su pochi minuti al giorno, non su ore intere. Tra 30 minuti e due ore a settimana bastano secondo il 70% degli insegnanti: meglio una piccola abitudine costante che una giornata intera di studio ogni tanto. Anche 15-20 minuti dopo colazione, in un momento in cui lo studente è più ricettivo, fanno la differenza nel tempo.
Preferisci la lettura per piacere ai compiti tradizionali. Se lo studente non ha debiti specifici da recuperare, lascialo scegliere cosa leggere, anche fumetti o riviste: quello che conta, secondo il sondaggio, è l'abitudine, non il tipo di testo.
Unisci l'apprendimento a un contesto reale. Una lingua straniera durante un viaggio, la matematica applicata a un budget di vacanza o alla spesa: gli insegnanti indicano queste esperienze come più efficaci dei classici esercizi su carta.
Osserva i segnali comportamentali, non solo i voti. Stanchezza, minore coinvolgimento o errori di base insoliti possono emergere già nelle prime settimane di scuola, prima ancora di una verifica o di un voto basso: sono il momento migliore per intervenire con calma.
Valuta un supporto mirato se il calo riguarda una materia specifica. Qualche sessione breve con un insegnante privato, anche solo una volta a settimana, può aiutare a mantenere il ritmo su una materia critica (per esempio matematica o una lingua) senza appesantire l'estate con compiti aggiuntivi.
Pianifica il rientro con qualche settimana di anticipo. Le ultime due o tre settimane di agosto sono un buon momento per riprendere gradualmente la routine di studio, così l'impatto del rientro a settembre risulta più leggero.
Trova il tuo insegnante privato
➕ Cos'è il calo del livello di apprendimento estivo? |
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È la perdita di ritmo di studio, conoscenze o sicurezza che molti studenti sperimentano durante i tre mesi di pausa estiva, e che diventa visibile al rientro a scuola in settembre. |
➕ Quanti studenti italiani ne sono colpiti secondo gli insegnanti? |
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Secondo il sondaggio LeTueLezioni su 734 insegnanti, il 44% stima che oltre la metà dei propri studenti torni a settembre con ritmo o sicurezza inferiori rispetto a giugno. |
➕ Quanto tempo a settimana serve per prevenirlo? |
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Il 70% degli insegnanti ritiene che tra 30 minuti e due ore di pratica leggera a settimana bastino per contenere il calo del livello di apprendimento. |
➕ I compiti delle vacanze funzionano contro il calo di settembre? |
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Secondo gli insegnanti sono tra le attività meno efficaci (26%), superate da lettura per piacere (45%), viaggi con uso di una lingua reale (39%) e sessioni brevi con un tutor (35%). |
➕ Come riconoscere se uno studente ha perso ritmo durante l'estate? |
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I segnali più citati dagli insegnanti sono errori di base che prima non si facevano (38%) e un generale calo di coinvolgimento nelle prime settimane di scuola (31%). |
🔗 Sondaggio LeTueLezioni su 734 insegnanti e tutor in Italia, luglio 2026
Il calo del livello di apprendimento in estate è un fenomeno reale, in crescita e riconosciuto dalla maggioranza degli insegnanti italiani, ma i dati del sondaggio mostrano anche che basta poco per contenerlo. Se vuoi mantenere lo studio a un ritmo leggero fino a settembre, o hai bisogno di supporto su una materia specifica, puoi cercare un insegnante privato online su LeTueLezioni.