Sì, dare ripetizioni è legale, sia online sia in presenza, purché tu dichiari i compensi. Per essere in regola hai tre strade: la prestazione occasionale, se le lezioni sono davvero saltuarie; la partita IVA, spesso in regime forfettario, se l'attività diventa abituale; la flat tax al 15%, riservata ai docenti titolari di cattedra.
Dare ripetizioni è un lavoro che richiede grande empatia, capacità di ascolto e organizzazione, nonché una profonda conoscenza della materia che si andrà ad insegnare. Se vuoi diventare insegnante privato e fare le cose alla luce del sole, qui trovi regole, soglie e adempimenti, caso per caso.
Indice
Partiamo da una prima domanda fondamentale. Sì, dare ripetizioni online o in presenza è legale. Non servono titoli specifici né l'iscrizione a un albo: conta che i compensi siano dichiarati e che tu rispetti alcune regole di base.
Dichiara sempre i compensi: anche poche lezioni al mese sono reddito e vanno indicate nella dichiarazione dei redditi,
Se sei un docente, non dare ripetizioni ai tuoi alunni: il divieto vale sempre, anche se avvisi la scuola,
Comunica l'attività alla tua scuola: il dirigente scolastico deve poter verificare eventuali incompatibilità,
Se sei un altro dipendente pubblico, chiedi l'autorizzazione: serve per qualsiasi incarico extra rispetto al tuo lavoro,
Tutela te e i tuoi studenti: se fai lezione a casa tua, valuta un'assicurazione di responsabilità civile.
Tutte queste regole chiaramente valgono quando l'attività di doposcuola diventa periodica e di tipo professionale. Una singola lezione, magari gratuita, non comporta adempimenti fiscali, ma la sicurezza dello studente resta sempre una tua responsabilità.
Se dai ripetizioni in modo saltuario, senza continuità e senza promuoverti in modo stabile, puoi inquadrare l'attività come lavoro autonomo occasionale, senza partita IVA.
Molti pensano che sotto i 5.000€ l'anno si possa restare sempre in prestazione occasionale e che sopra si debba aprire la partita IVA. Non è così: quella soglia riguarda i contributi INPS. Fino a 5.000€ lordi l'anno non versi contributi, oltre scatta l'iscrizione alla Gestione separata sulla parte eccedente.
A decidere se ti serve la partita IVA non è l'importo, ma l'abitualità. Lezioni regolari ogni settimana, un annuncio sempre attivo e una clientela stabile sono segnali di un'attività continuativa, anche se guadagni meno di 5.000€.
Per darti un'idea, secondo l'Osservatorio prezzi 2026 di LeTueLezioni la mediana nazionale è di 13€ l'ora per le lezioni in presenza e di 15€ per quelle online o a domicilio. Con 13€ l'ora, arrivi a 5.000€ con circa 385 ore l'anno, cioè otto ore a settimana per 48 settimane.
Attenzione però: l'insegnante dovrà rilasciare una ricevuta al momento del pagamento. Se a pagare è lo studente, non essendo sostituto d'imposta, non vi è IVA né ritenuta d'acconto. Se invece ti paga una scuola, un'associazione o un'azienda, il committente trattiene una ritenuta d'acconto del 20%.
Sulle ricevute superiori a 77,47€ va applicata una marca da bollo da 2€. Il compenso va poi indicato nel quadro D del modello 730, tra i redditi di lavoro autonomo occasionale.
Inizia a dare lezioni private e ripetizioni
Se le ripetizioni diventano un'attività abituale e organizzata, devi aprire la partita IVA. La buona notizia è che, per chi insegna, il regime forfettario è spesso la soluzione più semplice:
Aliquota al 5% per i primi cinque anni, se avvii una nuova attività e rispetti i requisiti,
Aliquota al 15% dal sesto anno in poi,
Limite di ricavi di 85.000€ l'anno: se superi i 100.000€ esci subito dal regime,
Compatibile con un lavoro dipendente, se il reddito da dipendente non supera i 35.000€ lordi l'anno,
Contributi INPS nella Gestione separata, da calcolare a parte rispetto alle tasse.
Per aprire la partita IVA e scegliere il codice ATECO giusto, ti conviene farti seguire da un commercialista: saprà valutare la tua situazione e dirti se il forfettario conviene davvero.
Se sei un docente titolare di cattedra in una scuola di qualsiasi ordine e grado, puoi tassare i compensi delle ripetizioni con un'imposta sostitutiva del 15%, senza aprire la partita IVA. L'agevolazione esiste dal 2019 ed è stata confermata dal nuovo Testo unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 117/2026, articolo 231), pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 3 luglio 2026.
La flat tax è facoltativa: puoi sempre scegliere la tassazione ordinaria, sommando i compensi al tuo reddito da lavoro dipendente con gli scaglioni Irpef. L'imposta si versa negli stessi termini dell'Irpef.
Sono esclusi dalla flat tax i docenti di scuola statale non titolari di cattedra, ovvero coloro che hanno solo incarichi di supplenza. In linea generale ne restano fuori anche i docenti in pensione, che non sono più titolari di cattedra, e chi non insegna a scuola: per esempio un musicista che organizza corsi per insegnare a suonare uno strumento ai più giovani.
Se scegli la flat tax, indichi i compensi nel quadro RM del modello Redditi PF, da compilare anche se presenti il 730. Se preferisci la tassazione ordinaria, i compensi vanno nel quadro D del 730.
Ecco le tre strade a confronto, per capire in un colpo d'occhio quale fa al caso tuo.
Puoi dare ripetizioni in prestazione occasionale o con partita IVA, come chiunque altro. Attenzione però al carico fiscale: se hai fino a 24 anni, resti a carico dei tuoi genitori solo se il tuo reddito annuo non supera i 4.000€.
Valgono le regole generali: prestazione occasionale se le lezioni sono saltuarie, partita IVA se l'attività diventa abituale. Per la compatibilità con la tua pensione, chiedi conferma al tuo patronato o al commercialista.
Se lavori nel privato, controlla che il tuo contratto non preveda limiti ad altre attività. Se sei un dipendente pubblico, ti serve l'autorizzazione della tua amministrazione. Ricorda anche che, con il forfettario, il reddito da dipendente non deve superare i 35.000€.
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Dare ripetizioni in regola è più semplice di quanto pensi: parti dalla prestazione occasionale se insegni ogni tanto, valuta la partita IVA quando l'attività cresce e, se sei un docente titolare di cattedra, approfitta della flat tax al 15%. Le norme fiscali cambiano spesso, quindi verifica sempre la tua situazione con un commercialista. Quando sei pronto, inizia a dare lezioni come insegnante privato su LeTueLezioni.
Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce la consulenza di un professionista.