In tutta Italia, gli hobby svolgono un ruolo importante nella vita quotidiana. Si affiancano al lavoro, alla famiglia e alla routine, offrendo uno spazio per rilassarsi, coltivare interessi personali e imparare qualcosa di nuovo secondo i propri ritmi.
Negli ultimi anni, questi interessi hanno assunto un significato ancora più profondo. Con l’evoluzione del mondo del lavoro e la crescente ricerca di equilibrio, benessere e flessibilità, gli hobby rappresentano spesso il primo punto di accesso all’apprendimento. Per molti, costituiscono un modo informale e senza pressioni per sviluppare competenze, sperimentare nuove idee o riscoprire la curiosità al di fuori dei percorsi formativi tradizionali o dell’ambiente lavorativo.
Indice
Per comprendere come gli adulti in Italia si rapportano oggi agli hobby, LeTueLezioni ha condotto uno studio nazionale volto a esplorare che cosa le persone desiderano imparare, in che modo lo fanno e quali ostacoli incontrano. L’analisi esamina le attività più diffuse, il tempo che vi viene dedicato e la frequenza con cui gli interessi personali si trasformano in competenze di valore pratico o professionale.
I risultati mostrano un forte desiderio di crescita personale. Quasi un adulto su tre (29%) afferma che imparare una nuova competenza è uno dei buoni propositi per il nuovo anno, mentre il 24% prevede di iniziare un nuovo hobby, segnalando una chiara intenzione di investire tempo nello sviluppo personale oltre al lavoro e agli impegni quotidiani.

Integrando dati di sondaggio, comportamenti di ricerca online, informazioni sul mercato del lavoro e analisi regionali, questo studio esamina in che modo gli hobby stiano ridefinendo l’apprendimento degli adulti in Italia. Oltre a evidenziare gli interessi principali, fa luce anche sull’accessibilità dei percorsi formativi e su come un supporto più mirato potrebbe aiutare un numero maggiore di persone a trasformare la curiosità in competenze durature.
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Posizione |
Hobby |
% di italiani che lo praticano attualmente |
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1 |
Cucina / Pasticceria |
52% |
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2 |
Fotografia |
33% |
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3 |
Lingue |
25% |
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4 |
Finanza |
22% |
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5 |
Programmazione |
17% |
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6 |
Pilates |
16% |
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7 |
Uncinetto / Maglia |
15% |
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8 |
Musica (Strumenti) |
15% |
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9 |
Yoga |
15% |
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10 |
Calcio |
14% |
In Italia, gli hobby nascono spesso dalla vita quotidiana, plasmati dalla cultura, dalla creatività e da un forte legame con gli interessi personali. Le attività più diffuse riescono a coniugare piacere e utilità, adattandosi facilmente a lavoro, famiglia e impegni sociali. Cucina e pasticceria guidano la classifica: oltre la metà degli adulti (52%) vi si dedica regolarmente, dimostrando quanto siano hobby compatibili con la routine quotidiana.
Seguono hobby creativi e basati sulle competenze. La fotografia (33%) è tra le attività più praticate, mentre le lingue (25%) evidenziano un crescente interesse verso competenze trasferibili e orientate al futuro. Non a caso, le lingue registrano la crescita percentuale più alta tra tutte le materie su LeTueLezioni.
Anche le competenze finanziarie (22%) e la programmazione (17%) figurano tra gli hobby più diffusi, suggerendo che molti adulti utilizzano il proprio tempo libero per sviluppare conoscenze pratiche, affiancando l’apprendimento a forme di svago più tradizionali.
Sebbene queste abitudini siano diffuse in tutte le fasce d’età, quest’ultima influisce sul modo in cui le persone si approcciano agli hobby. Cucina e pasticceria diventano più comuni dalla mezza età in poi, raggiungendo il picco tra i 45 e i 54 anni, per poi mantenersi elevate anche negli anni successivi. La fotografia riscuote particolare successo tra i 25-34 anni, mentre le competenze digitali come la programmazione sono più popolari tra i giovani adulti, soprattutto nella fascia 18-34, per poi diminuire gradualmente con l’età.
Parallelamente, resta forte l’interesse per il benessere e l’espressione creativa. Attività come yoga, pilates, musica e disegno attraggono una partecipazione costante tra le diverse generazioni, rafforzando il ruolo degli hobby nel supportare il benessere fisico e mentale.
Esaminare gli hobby che gli italiani intendono iniziare fornisce ulteriori spunti sugli interessi emergenti. Intelligenza artificiale, yoga e ceramica o tornitura sono le attività più ambite tra chi non le ha ancora provate, con il 21% di interesse ciascuna. Seguono musica, lingue e programmazione, che si collocano ai vertici, indicando una forte propensione verso l’apprendimento di competenze che richiedono guida, progressione e impegno costante.
Nel complesso, questi trend suggeriscono che, sebbene molti italiani abbiano già hobby consolidati, esiste una chiara curiosità verso nuove abilità che combinano creatività, benessere e valore pratico.
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Hobby |
% di chi non lo pratica ma vorrebbe iniziare |
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Yoga |
21% |
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Ceramica / Tornitura |
21% |
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Musica (Strumento) |
20% |
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Lingue |
20% |
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Programmazione |
20% |
Il piacere e il benessere sono al centro delle scelte legate agli hobby in Italia. Le principali motivazioni sono legate al miglioramento della salute mentale e fisica. L’80% degli adulti afferma di scegliere un hobby per ridurre lo stress o migliorare il proprio benessere, mentre il 78% è motivato dal desiderio di essere più attivo fisicamente. Anche il divertimento gioca un ruolo fondamentale: il 77% considera gli hobby una piacevole pausa dalla routine.
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Posizione |
Motivazione |
% di italiani che la indicano |
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1 |
Ridurre lo stress o migliorare il benessere psico-fisico |
80% |
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2 |
Essere più attivi fisicamente |
78% |
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3 |
Avere una pausa divertente dalla routine |
77% |
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4 |
Imparare una competenza pratica |
71% |
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5 |
Sentirmi più produttivo nel tempo libero |
70% |
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6 |
Uscire più spesso di casa |
70% |
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7 |
Socializzare o conoscere nuove persone |
68% |
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8 |
Godermi del tempo personale lontano da obblighi sociali |
67% |
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9 |
Esprimere la mia creatività |
66% |
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10 |
Mettermi alla prova in modo nuovo |
66% |
Gli hobby sono strettamente legati anche all’equilibrio quotidiano. Circa sette italiani su dieci dichiarano di dedicarsi a un hobby per imparare competenze pratiche (71%), sentirsi più produttivi nel tempo libero (70%) o uscire più spesso di casa (70%). Anche la dimensione sociale è centrale: il 68% utilizza gli hobby per socializzare o conoscere nuove persone e il 58% afferma che aiutano a contrastare la solitudine.
Le motivazioni cambiano però con le fasi della vita. I giovani adulti tendono a collegare maggiormente gli hobby alle opportunità future: il 52% afferma che il miglioramento delle prospettive di carriera influisce sulle proprie scelte, mentre il 51% è motivato dalla possibilità di avviare un’attività secondaria o guadagnare un reddito extra. Con l’avanzare dell’età, queste spinte lasciano spazio a un maggiore focus su equilibrio, piacere e routine.
Quando gli italiani decidono di imparare qualcosa di nuovo, flessibilità e accessibilità sono fondamentali. L’apprendimento digitale è in testa: le risorse online gratuite (29%) rappresentano il metodo più diffuso, seguite dai corsi online o lezioni video (27%) e dai video gratuiti su piattaforme come YouTube o TikTok (25%). Queste modalità permettono di imparare con i propri tempi e di adattare l’apprendimento a ritmi di vita intensi.
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Metodo di apprendimento |
% che lo preferisce |
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Risorse online gratuite |
29% |
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Corsi online o video-lezioni |
27% |
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Video gratuiti online (YouTube, Instagram, TikTok, ecc.) |
25% |
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Lezioni private individuali in presenza |
19% |
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Corsi o workshop in presenza |
18% |
Le forme strutturate e personalizzate di apprendimento continuano comunque a svolgere un ruolo importante. Quasi un adulto su cinque preferisce lezioni private individuali in presenza (19%), mentre il 18% sceglie corsi o workshop dal vivo, a conferma del valore dell’insegnamento guidato e del contatto diretto. Anche l’apprendimento informale è diffuso: molti si affidano ad amici (17%) o familiari (11%) quando iniziano un nuovo hobby.
L’impegno in termini di tempo varia in base all’attività, ma la maggior parte degli hobby si integra gradualmente nella vita quotidiana. Le attività più fisicamente impegnative o routinarie richiedono maggiore costanza. Il bodybuilding registra una media di 5,6 ore al mese, seguito da cucina e pasticceria (5,2 ore), pratica musicale (4,6 ore) e ciclismo (4,6 ore). Questi hobby diventano spesso parte della routine settimanale piuttosto che attività occasionali.
Questa tendenza è confermata anche dai nostri dati interni. L’analisi YoY 2024-2026 mostra un forte aumento della domanda per attività fisiche e guidate, con un incremento significativo delle richieste per personal trainer (50%), tennis (44%) e calcio (33%), mentre lo yoga rimane la terza materia più richiesta in assoluto su LeTueLezioni. Anche l’interesse per la musica è raddoppiato, in particolare per il pianoforte (la nostra materia numero uno), seguito da chitarra e canto.

Gli hobby creativi e basati sulle competenze richiedono generalmente un impegno più costante ma moderato. Lo studio delle lingue (3,9 ore), l’apprendimento dell’IA o della programmazione (circa 3,5 ore) e la pratica di yoga o pilates (circa 4 ore) si svolgono solitamente in sessioni brevi ma regolari. Fotografia, ceramica e DJing richiedono mediamente meno tempo, rendendoli più accessibili per chi desidera sperimentare qualcosa di nuovo.
Nonostante l’interesse diffuso, iniziare e portare avanti un hobby non è sempre semplice. Per molti adulti, i principali ostacoli sono di natura pratica: costi, tempo, energia e accesso alle risorse.
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Ostacolo all’apprendimento |
% che lo indica |
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Costi elevati di corsi o attrezzature |
25% |
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Mancanza di tempo per via della famiglia |
21% |
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Difficoltà a mantenere la costanza |
20% |
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Stanchezza dopo lavoro e attività quotidiane |
19% |
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Poche opzioni disponibili nella mia zona |
19% |
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Mancanza di tempo per via del lavoro |
19% |
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Mancanza di motivazione |
16% |
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Non sapere da dove iniziare |
14% |
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Mancanza di tempo per impegni sociali |
13% |
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Preferire riposarsi nel tempo libero |
10% |
Il principale ostacolo è rappresentato dai costi: un quarto degli italiani (25%) afferma che il prezzo elevato di corsi o attrezzature rende più difficile iniziare. Seguono le pressioni della vita quotidiana: il 21% indica la mancanza di tempo dovuta alla famiglia e il 19% quella legata al lavoro. Anche la stanchezza incide: il 19% dichiara di sentirsi troppo affaticato per dedicarsi a nuove attività.
Mantenere la motivazione costante è un’altra sfida rilevante. Un adulto su cinque (20%) fatica a rimanere costante una volta iniziato, mentre il 16% indica la scarsa motivazione come ostacolo diretto. Per alcuni, il problema è sapere da dove cominciare: il 14% afferma di non avere punti di riferimento chiari, a dimostrazione che l’interesse, da solo, non basta senza una guida strutturata.
Anche l’accesso alle opportunità gioca un ruolo fondamentale. Quasi un italiano su cinque (19%) segnala una carenza di opzioni nella propria zona, a dimostrazione di quanto le possibilità varino da territorio a territorio. Anche in presenza di una forte motivazione, la mancanza di corsi nelle vicinanze, spazi comunitari o alternative accessibili può frenare la partecipazione.
Queste difficoltà spiegano perché alcuni hobby vengano abbandonati rapidamente. Le attività fisiche come calcio e ciclismo tendono a durare più a lungo, superando in media le 30 settimane prima dell’interruzione, mentre competenze più tecniche o emergenti vengono spesso lasciate prima. La programmazione, ad esempio, viene abbandonata dopo una media di sole 24 settimane, suggerendo che la curiosità iniziale non basta senza supporto, fiducia e percezione dei progressi.
Nel complesso, i risultati mostrano che molti italiani desiderano imparare e sperimentare, ma hanno bisogno che gli hobby si adattino alla vita reale, non che competano con essa.
Anche quando si riesce a iniziare, non tutti gli hobby durano nel tempo. In Italia, il periodo medio di pratica prima dell’abbandono varia notevolmente a seconda dell’attività, riflettendo il diverso grado di integrazione nella vita quotidiana.
Gli hobby più fisicamente impegnativi o basati su routine tendono a durare più a lungo. Il calcio spicca con una media di 43,6 settimane, seguito dal ciclismo (32,6 settimane) e da uncinetto o maglia (30,4 settimane). Si tratta di attività che beneficiano di contesti sociali, appuntamenti regolari e abitudini già radicate.
Al contrario, gli hobby più emergenti o tecnici risultano più facili da abbandonare. Padel (9,1 settimane) e pilates (12,5 settimane) registrano le durate medie più brevi, suggerendo che, in assenza di progressi tangibili o supporto costante, la motivazione può svanire rapidamente. Attività creative e tecniche come fotografia (23,9 settimane), programmazione (23,7 settimane) e musica (24,7 settimane) si collocano a metà strada: richiedono costanza e continuità, ma offrono meno strutture e percorsi già organizzati rispetto ad altri hobby.
Anche l’età influisce in modo significativo. I giovani adulti tendono a passare rapidamente da un interesse all’altro, vivendo gli hobby come esplorazione. Gli adulti più maturi, soprattutto sopra i 55 anni, sono invece più inclini a mantenere le proprie attività nel tempo, integrandole stabilmente nella routine, nella vita sociale e nella propria identità.
Per la maggior parte degli adulti, gli hobby restano principalmente una fonte di piacere personale. In quasi tutte le attività, la quota maggiore di persone dichiara di praticarle per interesse personale, non con l’obiettivo di guadagnare. Tuttavia, una minoranza significativa inizia a considerarli anche come opportunità per sviluppare competenze utili, esplorare nuove possibilità o generare un reddito aggiuntivo.
La propensione alla monetizzazione varia ampiamente in base all’attività. Gli hobby creativi e basati sulle competenze mostrano il maggiore potenziale. DJing (18%), disegno e pittura (15%) e ceramica o tornitura (14%) sono le attività più frequentemente associate all’idea di trasformare un hobby in lavoro freelance o side hustle. Anche competenze professionali e tecniche come PR (13%), programmazione (13%) e musica (12%) emergono, suggerendo che gli hobby con percorsi più chiari verso servizi o progetti risultano più facilmente monetizzabili.
La percezione dell’occupabilità segue uno schema simile. Lingue (24%), PR (22%), IA (21%) e programmazione (20%) sono le competenze più spesso associate al miglioramento delle prospettive di carriera, indicando che molti italiani vedono negli hobby un modo per rafforzare il proprio profilo professionale, anche senza obiettivi economici immediati.

Tra coloro che riescono a guadagnare dai propri hobby, il reddito annuo tende a essere contenuto ma significativo. Piuttosto che sostituire uno stipendio principale, queste attività generano in media alcune centinaia di euro all’anno, spesso accanto a un lavoro a tempo pieno o parziale.
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Hobby / Side hustle |
Guadagno annuo medio |
% di italiani che guadagna |
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Investimenti |
€1.378 |
0.23 |
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Lingue |
€784 |
12% |
|
Coding / Programmazione |
€750 |
11% |
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Fitness / Allenamento |
€741 |
10% |
|
Marketing digitale |
€731 |
12% |
|
Graphic design |
€656 |
12% |
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Musica – canto |
€650 |
10% |
|
UX/UI design |
€618 |
9% |
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Musica – strumento |
€610 |
11% |
|
Content creation |
€604 |
12% |
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Pasticceria |
€589 |
12% |
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Ripetizioni / tutoring |
€587 |
16% |
|
Mindfulness / coaching benessere |
€576 |
11% |
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Fotografia / videografia |
€567 |
12% |
|
Artigianato |
€564 |
13% |
|
Disegno / pittura |
€560 |
11% |
|
Dog sitting |
€546 |
11% |
|
Cucina |
€544 |
13% |
|
Fai-da-te domestico |
€519 |
15% |
Le competenze finanziarie e digitali garantiscono i ritorni più elevati. Gli investimenti spiccano con una media di €1.378 annui e il 23% degli italiani che dichiara di guadagnare da questa attività.
Seguono competenze creative e orientate ai servizi, che generano reddito per circa una persona su dieci. Si tratta spesso di attività freelance o su progetto, in cui i guadagni crescono gradualmente nel tempo.
Oltre al reddito, gli hobby influenzano sempre più la percezione delle opportunità professionali. Alla domanda su quali competenze abbiano il maggiore impatto sull’occupabilità, le lingue si posizionano al primo posto (22%), seguite da marketing digitale (21%), investimenti (19%) e coding o programmazione (19%).
La situazione lavorativa incide su queste percezioni. Studenti e disoccupati vedono soprattutto in lingue, coding e marketing digitale una via per migliorare le prospettive di carriera, mentre i lavoratori autonomi attribuiscono maggiore valore a competenze che favoriscono flessibilità e diversificazione, come investimenti, content creation e fai-da-te.
Nel complesso, emerge un cambiamento culturale: in Italia, gli hobby non sono più considerati separati dalla vita lavorativa, ma sempre più come spazi di sperimentazione, crescita e costruzione di nuove opportunità.
L’analisi del mercato del lavoro e dei dati di ricerca online offre una visione chiara dell’allineamento tra interessi personali e domanda reale. Le competenze più richieste combinano creatività, praticità e applicazione tecnica.
Disegno e pittura spiccano con oltre 18.900 annunci di lavoro, risultando le competenze creative più citate. Le lingue mostrano anch’esse una forte domanda, con più di 3.400 annunci, a conferma della loro rilevanza in settori come istruzione, turismo, servizi alle imprese e commercio internazionale.
Anche competenze pratiche e orientate ai servizi sono molto presenti. La cucina compare in 8.485 annunci, mentre fotografia e videografia superano insieme le 260 posizioni, soprattutto in ambito marketing e media. Coding e programmazione contano oltre 3.500 annunci complessivi, rafforzando il loro ruolo nell’economia digitale.
Le ricerche online mostrano un forte interesse per competenze pratiche e domestiche: cucina (5.720 ricerche mensili), pasticceria (2.420) e fotografia (3.010). Disegno e pittura superano insieme le 5.000 ricerche mensili, mentre le competenze musicali generano migliaia di ricerche ogni mese, nonostante un numero inferiore di offerte lavorative dirette.
Al contrario, alcune competenze emergenti mostrano un chiaro divario tra interesse e opportunità. Il dog sitting, ad esempio, presenta scarsa visibilità negli annunci e un basso volume di ricerche formative, suggerendo una monetizzazione prevalentemente informale.
Nel complesso, i dati mostrano che in Italia il miglior allineamento tra interesse e domanda si trova nelle competenze pratiche e trasferibili, soprattutto nei settori creativo, digitale e dei servizi.
I dati mettono in evidenza diversi hobby ampiamente diffusi ma con potenziale professionale spesso sottovalutato. Cucina e pasticceria ne sono esempi emblematici: la cucina appare in 8.485 annunci e genera 5.720 ricerche mensili, mentre la pasticceria aggiunge ulteriori 2.420 ricerche. Nonostante ciò, solo il 16% degli italiani ritiene che la cucina migliori l’occupabilità, e appena il 10% lo pensa per la pasticceria.
Un trend simile emerge per ceramica, cucito e maglia: oltre 4.000 ricerche mensili complessive, ma solo il 9% considera queste competenze utili dal punto di vista professionale.
Disegno e pittura mostrano uno dei maggiori scollamenti: oltre 18.900 annunci e più di 5.000 ricerche mensili, ma appena il 5% li associa a reali opportunità di carriera.
Su LeTueLezioni, l’apprendimento raramente segue un percorso lineare. Gli esperti osservano spesso adulti arrivare con una semplice curiosità: un interesse da esplorare, una competenza da testare, un hobby rimandato per anni. Ciò che nasce come passione personale può diventare qualcosa di concreto grazie alla costanza e al supporto.
Pietro Navarra, tutor di inglese e mentor di coaching personale su LeTueLezioni, spiega come imparare qualcosa di pratico senza sentirsi sopraffatti:
“Non servono ore per apprendere una nuova abilità, ma ripetizioni mirate. Invece di cercare "tempo libero" (che non esiste), inserisci micro-sessioni da 20-30 minuti in slot già esistenti: prima del caffè, dopo cena, nel weekend. La chiave non è la quantità di tempo, ma la frequenza. Meglio 20 minuti al giorno per 6 giorni che 3 ore la domenica. Il cervello impara per esposizione costante, non per maratone sporadiche. E se 20 minuti ti sembrano pochi, ricorda: tra un anno avrai accumulato oltre 120 ore. Più di un corso universitario. La crescita non è un evento, è un sistema. Costruiscilo piccolo, rendilo sostenibile, lascia che il tempo lavori per te.”
Pietro offre inoltre un suggerimento chiave per mantenere la costanza, anche quando l’entusiasmo dei primi momenti diminuisce.
“Qual è il consiglio d'oro per mantenere la costanza quando l'entusiasmo iniziale per un nuovo progetto inizia a calare? Dimentica la motivazione. Costruisci un sistema che non dipenda da come ti senti. La motivazione è una risorsa emotiva instabile: ci sarà quando va tutto bene, sparirà quando sei stanco o scoraggiato. La disciplina, invece, è un'architettura: decidi in anticipo quando, dove e come agire, poi esegui a prescindere. Il segreto è rendere l'azione così piccola e chiara che non richieda forza di volontà.
Non "Voglio imparare a cucinare", ma "Ogni domenica mattina alle 10:00, una ricetta nuova". L'identità si costruisce con le azioni ripetute, non con le emozioni del momento. Chi aspetta di sentirsi motivato per agire, aspetterà per sempre. Chi agisce anche senza motivazione, costruisce una vita.”
Infine, è importante ricordare che un hobby non deve necessariamente trasformarsi in carriera per avere valore. Per alcuni, il successo significa guadagnare qualcosa in più o sviluppare competenze professionali. Per altri, vuol dire migliorare il benessere, la creatività o la fiducia in sé. Ciò che conta non è dove porta un hobby, ma lo spazio di crescita che crea lungo il percorso.
Questo studio analizza il rapporto tra hobby, sviluppo delle competenze e mercato del lavoro in Italia, combinando dati di sondaggio originali con informazioni su annunci di lavoro e ricerche online.
I dati primari provengono da un sondaggio nazionale condotto su 1.661 adulti in Italia nel dicembre 2025. I risultati sono stati segmentati per età, status lavorativo e area geografica.
Per valutare la domanda di competenze, sono stati analizzati gli annunci su Glassdoor Italia al 8 gennaio 2025. L’interesse di ricerca è stato valutato tramite Google Keyword Planner, considerando volume mensile medio, trend YoY e stagionalità, con localizzazione impostata sull’Italia.