Maturità 2026: il 91% degli insegnanti gestisce l'ansia degli studenti, non solo le lacune

Letuelezioni
Valeria Nidoli

Un'indagine condotta su insegnanti attivi rivela il paradosso della preparazione: le famiglie cercano chi colma le lacune accademiche, ma nelle lezioni emerge quasi sempre una dimensione parallela, quella emotiva.

90,7%

degli insegnanti rileva ansia

in quasi ogni sessione

 

43,4%

la scopre solo durante le lezioni

non dichiarata al primo contatto

 

54%

vede il fenomeno in crescita

negli ultimi 5 anni

Il problema dichiarato e il problema reale

Quando una famiglia si rivolge a una piattaforma di lezioni private in vista della Maturità, la richiesta segue quasi sempre lo stesso schema: lacune in matematica, difficoltà con il latino, necessità di ripassare la fisica. La narrativa è lineare, c'è un deficit accademico, serve colmarlo. È una lettura comprensibile: l'esame di Stato è un traguardo misurabile, con materie definite, commissioni, voti. Il problema sembra tecnico, e la soluzione sembra tecnica.

I dati raccolti da LeTueLezioni.it raccontano però una storia più articolata. Accanto alle lacune disciplinari, che restano la motivazione più citata, emerge con forza una dimensione che le famiglie tendono a non dichiarare esplicitamente: la gestione dell'ansia, dell'insicurezza e della pressione emotiva legata all'esame. Non si tratta di casi isolati, né di una caratteristica di certi studenti più fragili.

È un elemento diffuso, trasversale ai licei, alle materie, alle fasce di preparazione. E, come mostrano i dati, spesso invisibile fino a quando le lezioni non sono già iniziate.

Le motivazioni dietro la ricerca di un tutor per la Maturità

La ricerca ha chiesto agli insegnanti di indicare le motivazioni che studenti e famiglie comunicano nel momento in cui cercano supporto in preparazione alla Maturità. Il quesito ammetteva risposte multiple, riflettendo la realtà di un bisogno che raramente si riduce a una sola dimensione.

Motivazione dichiarata

% insegnanti

Tipo

N

Lacune specifiche in una o più materie

61,8%

Accademico

47

Difficoltà nel metodo di studio

47,4%

Accademico

36

Ansia da prestazione o stress da esame

40,8%

Emotivo

31

Insicurezza generale sulle proprie capacità

27,6%

Emotivo

21

Voto di ammissione basso o a rischio

18,4%

Accademico

14

Paura del colloquio orale

17,1%

Emotivo

13

Volontà di eccellere / prendere un voto alto

7,9%

Accademico

6

Fonte: indagine LeTueLezioni.it, maggio 2026, risposta multipla.

Il dato più rilevante è la distanza contenuta tra la prima motivazione (lacune specifiche, 61,8%) e la componente emotiva aggregata. Sommando ansia da prestazione (40,8%), insicurezza generale (27,6%) e paura del colloquio orale (17,1%), si ottiene che circa il 70% degli insegnanti ha rilevato almeno un elemento emotivo tra le motivazioni dei propri studenti.

È un dato che ridimensiona l'idea che le ripetizioni per la Maturità rispondano esclusivamente a un bisogno accademico. La paura di non essere ammessi, l'ansia per il colloquio orale, il senso di inadeguatezza che si accumula nelle settimane prima degli esami: sono motivazioni reali, anche quando non vengono nominate esplicitamente al primo contatto con l'insegnante.

La dimensione emotiva: presente in quasi ogni sessione

Oltre alle motivazioni dichiarate, la ricerca ha indagato direttamente l'esperienza degli insegnanti durante le lezioni. La risposta è netta: la componente emotiva non è un fenomeno di nicchia.

36,8%

elemento centrale del lavoro

«È il focus principale delle sessioni»

 

53,9%

emerge regolarmente

«C'è, ma non è il focus»

 

9,3%

raramente o mai

Minoranza assoluta

Il 90,7% degli insegnanti rileva una componente emotiva nel corso delle sessioni di preparazione. Per il 36,8% si tratta di un elemento centrale del lavoro quotidiano; per il 53,9% emerge in modo ricorrente, pur non essendo il fulcro delle lezioni. Solo il 9,3% dichiara di non osservarla o di osservarla raramente.

Questo significa che un insegnante che lavora con studenti in preparazione alla Maturità gestisce, nella quasi totalità dei casi, anche una dimensione relazionale ed emotiva: la rassicurazione prima di un esame bianco, la gestione del blocco quando uno studente non riesce a rispondere, il riconoscimento di quando l'errore dipende dalla paura più che dalla mancanza di studio. Sono competenze che non figurano nei curricula, ma che i dati indicano come parte integrante del lavoro.

 

La componente emotiva non rappresenta un'eccezione nella preparazione alla Maturità. Stando all'esperienza degli insegnanti, è la norma.

Quando emerge: il divario tra la richiesta iniziale e il bisogno reale

Un secondo aspetto rilevante riguarda il momento in cui la dimensione emotiva diventa visibile all'insegnante. In quasi la metà dei casi (43,4%), la componente emotiva non viene dichiarata al primo contatto, ma emerge soltanto nel corso delle lezioni. Nel 36,8% dei casi dipende dallo studente. Solo nel 19,7% dei casi viene esplicitata fin dall'inizio.

Questo dato descrive un mismatch strutturale tra la richiesta formulata dalla famiglia, tipicamente di natura accademica, e il bisogno reale che l'insegnante incontra nel lavoro concreto. La famiglia cerca ripetizioni per colmare una lacuna; il tutor scopre che quella lacuna è spesso accompagnata, o a volte preceduta, da una difficoltà emotiva che nessuno aveva nominato.

Le ragioni sono comprensibili. Molti studenti non riconoscono in sé stessi l'ansia come problema distinto dalla preparazione: la vivono come parte dello studio, non come qualcosa da comunicare. I genitori, dal canto loro, tendono a tradurre l'osservazione del figlio, stressato, demotivato, bloccato, in termini accademici: non studia abbastanza, ha una lacuna, ha bisogno di ripetizioni. È un meccanismo naturale, ma che spesso porta a richiedere una soluzione parziale rispetto al bisogno effettivo.

 

Le famiglie descrivono un problema accademico. Gli insegnanti trovano, in 9 casi su 10, anche una componente emotiva, e quasi la metà delle volte la scoprono solo dopo le prime sessioni.

Un fenomeno in crescita negli ultimi cinque anni

La ricerca ha chiesto agli insegnanti se, negli ultimi cinque anni, abbiano osservato un cambiamento nella tipologia di bisogno degli studenti in preparazione alla Maturità. I risultati mostrano una tendenza in crescita:

  • Il 17,1% degli insegnanti descrive un cambiamento netto: negli ultimi anni un numero crescente di studenti si rivolge alle lezioni private per gestire lo stress e l'ansia da esame più che per colmare lacune disciplinari.
  • Il 36,8% osserva un aumento, ma lo descrive come parziale.
  • Il 36,8% non riscontra variazioni significative nella proporzione tra le due tipologie di bisogno.
  • Il 9,2% non dispone di esperienza sufficiente per rispondere.

Complessivamente, il 54% degli insegnanti segnala un incremento, anche parziale, nella quota di studenti che cercano supporto emotivo. Un segnale che indica una direzione precisa nel mercato delle lezioni private per la Maturità.

Le cause sono probabilmente molteplici e difficili da isolare: una maggiore consapevolezza collettiva sul tema della salute mentale, che rende più facile riconoscere e nominare l'ansia; l'effetto a lungo termine della disruption scolastica degli anni del Covid sulle generazioni che stanno affrontando l'esame adesso; e il peso crescente dei social media, che amplificano il confronto con i coetanei e la percezione delle aspettative. Qualunque sia la causa, il dato è coerente: il bisogno emotivo nella preparazione alla Maturità è in crescita, e gli insegnanti lo vedono.

Il costo della preparazione: un impegno di tre mesi

I dati permettono di stimare anche la dimensione economica della preparazione alla Maturità. La ricerca indica che la maggior parte delle preparazioni inizia con largo anticipo rispetto agli esami di giugno, un elemento che incide in modo significativo sul costo complessivo sostenuto dalle famiglie.

Quando inizia la preparazione

% insegnanti

N

Meno di 1 mese prima degli esami

3,9%

3

Tra 1 e 3 mesi prima

34,2%

26

Tra 3 e 6 mesi prima

31,6%

24

Più di 6 mesi prima degli esami

13,2%

10

Varia molto da studente a studente

17,1%

13

Fonte: indagine LeTueLezioni.it, maggio 2026.

Il 65,8% degli insegnanti segnala che la preparazione inizia almeno tre mesi prima degli esami. Incrociando questo dato con la mediana dei prezzi rilevata dall'Osservatorio Prezzi Liceo 2026 di LeTueLezioni.it (15 €/h per le lezioni liceali) e con la frequenza media di due-tre ore settimanali, si ottiene una stima del costo complessivo:

  • 2 ore/settimana × 12 settimane × 15 €/h = 360 €
  • 3 ore/settimana × 12 settimane × 15 €/h = 540 €

La preparazione alla Maturità rappresenta quindi un investimento compreso tra 360 € e 540 €, distribuito nell'arco di tre mesi. Non si tratta di una spesa puntuale: le famiglie che scelgono di avviare le lezioni private con anticipo sostengono un impegno economico continuativo, che riflette la complessità e l'ampiezza del percorso che porta all'esame di Stato.

Il paradosso del Liceo Classico

Un elemento che merita attenzione emerge dall'Osservatorio Prezzi Liceo 2026: il Liceo Classico è l'unica tipologia liceale a non registrare un premio di prezzo rispetto alla mediana nazionale.

Tipologia di liceo

Mediana (+/-) naz.

Premio %

Note

Liceo (generale)

€15/h

+15%

Domanda elevata in periodo esami

Liceo Scientifico

€15/h

+15%

Sovrapposizione con Matematica/Fisica

Liceo Classico Greco

€15/h

+15%

Campione indicativo

Liceo Classico

€13/h

=

Offerta abbondante di tutor umanistici

Fonte: Osservatorio Prezzi Liceo 2026, LeTueLezioni.it, 5.599 annunci, marzo 2026. Mediana nazionale calcolata su tutte le materie.

Liceo generale, Liceo Scientifico e Liceo Classico Greco si attestano tutti a 15 €/h, con un premio del +15% rispetto alla mediana nazionale di 13 €/h. Il Liceo Classico, invece, si ferma a 13 €/h, in linea con la media di mercato. La spiegazione risiede nell'offerta: la forte disponibilità di tutor con formazione umanistica, laureati in lettere classiche, filosofia, storia, mantiene i prezzi competitivi, nonostante il Liceo Classico sia spesso percepito dagli studenti come il percorso più impegnativo.

Il paradosso è evidente: la tipologia liceale associata a maggiore difficoltà percepita, e statisticamente tra quelle con i tassi di ansia più alti tra gli studenti, non genera un premio di prezzo sul mercato delle lezioni private. Il mercato prezza l'abbondanza dell'offerta, non la difficoltà soggettiva né il carico emotivo che quella difficoltà comporta. Per le famiglie, questo significa che trovare un tutor di Liceo Classico a prezzi accessibili è più facile che per altri indirizzi, ma non necessariamente che il bisogno sia minore.

 

Il mercato non prezza la difficoltà percepita, né l'ansia che ne deriva. Il Liceo Classico è la dimostrazione più chiara di questo scollamento: la tipologia più temuta dagli studenti, eppure quella con il prezzo più contenuto.

Le implicazioni per genitori, studenti e insegnanti

Per i genitori

I dati suggeriscono che la scelta del tutor per la Maturità non dovrebbe basarsi esclusivamente sulla padronanza disciplinare. La competenza nella materia è necessaria, ma non sufficiente: un insegnante che non riconosce o non sa gestire la componente emotiva rischia di lavorare su un problema che non è il problema principale dello studente.

Alcune domande utili da porre in fase di selezione:

  • Come gestisci la componente emotiva durante le lezioni?
  • Hai esperienza con studenti che manifestano ansia da prestazione?
  • Come affronti il momento in cui uno studente si blocca non per una lacuna tecnica, ma per insicurezza?

Il fatto che quasi la metà degli insegnanti scopra la dimensione emotiva solo nel corso delle lezioni non è necessariamente un problema: può essere il segno di un lavoro che sa andare in profondità. Ma è utile che le famiglie ne siano consapevoli fin dall'inizio, per non aspettarsi che tutto si risolva con più ore di studio.

Per gli studenti

I dati mostrano che l'ansia da esame non è un'esperienza individuale o marginale: è presente, in varie forme, nella grande maggioranza dei percorsi di preparazione. Riconoscerla non è un segnale di debolezza, è una risposta normale a una situazione ad alta pressione.

  • Comunicare apertamente al tutor le proprie difficoltà, anche quelle non strettamente disciplinari, consente di lavorare in modo più efficace e mirato.
  • La preparazione alla Maturità dura mesi: è normale che la pressione aumenti nel tempo. Riconoscerla è il primo passo per gestirla senza che interferisca con lo studio.

Per gli insegnanti

Quasi quattro insegnanti su dieci considerano la gestione emotiva un elemento centrale del proprio lavoro con gli studenti in preparazione all'esame. I dati indicano che questa competenza non è accessoria, ma strutturale alle lezioni private per la Maturità.

  • La capacità di riconoscere e gestire l'ansia da prestazione è una competenza professionale distinta dalla padronanza disciplinare, e viene riconosciuta come tale dalla grande maggioranza degli insegnanti intervistati.
  • Il mismatch tra richiesta iniziale e bisogno reale richiede una particolare attenzione nelle prime sessioni: non solo valutare le lacune, ma ascoltare come lo studente sta vivendo l'avvicinarsi dell'esame.

Conclusione: la Maturità come test di resilienza, non solo di contenuti

I dati raccolti da LeTueLezioni.it tratteggiano un quadro in cui le ripetizioni per la Maturità non si esauriscono nel recupero delle lacune disciplinari. La dimensione emotiva, l'ansia da prestazione, l'insicurezza, la paura del colloquio orale, è presente in quasi ogni percorso, anche quando non viene dichiarata esplicitamente. È una dimensione che cresce nel tempo, che spesso sorprende lo stesso insegnante, e che il mondo delle lezioni private sta imparando a riconoscere e gestire con sempre maggiore consapevolezza.

Tre cifre sintetizzano questo scenario:

  • Il 90,7% degli insegnanti rileva una componente emotiva nel corso delle lezioni.
  • Il 43,4% la scopre soltanto dopo le prime sessioni, non al momento del contatto iniziale.
  • Il 54% osserva un incremento, parziale o netto, nel numero di studenti che cercano supporto anche per gestire lo stress, negli ultimi cinque anni.

La Maturità è un esame che mette alla prova non soltanto le conoscenze disciplinari, ma la capacità di gestire la pressione in una situazione ad alto impatto emotivo. Le famiglie che cercano lezioni private, gli studenti che le frequentano, e i tutor che le erogano stanno tutti, in modi diversi, lavorando su entrambe le dimensioni, anche quando nominano soltanto la prima.

Nota metodologica

Indagine insegnanti: raccolta dati tramite questionario strutturato, maggio 2026, piattaforma LeTueLezioni.it. Il questionario prevedeva domande a risposta multipla e singola sulle motivazioni, la componente emotiva e i trend osservati nella preparazione alla Maturità.

Osservatorio Prezzi Liceo 2026: censimento completo di 686 pagine di annunci da letuelezioni.it, marzo 2026. 5.599 osservazioni con prezzo analizzate. Indicatore centrale: prezzo mediano orario (€/h). Esclusi annunci senza prezzo visibile. La mediana nazionale di 13 €/h è calcolata sull'intero mercato (tutte le materie, tutte le modalità).

 

Ti è piaciuto? Condividilo
Letuelezioni
Valeria Nidoli
Content Specialist
Valeria è una web content strategist specializzata in SEO e tendenze IT. È italiana e vive a Barcellona dal 2018, dove lavora nel settore del marketing digitale da oltre quattro anni. Appassionata di culture e lingue straniere, parla fluentemente italiano, spagnolo e inglese, e sta perfezionando le sue competenze in francese e catalano. Con una solida esperienza nell'organizzazione e gestione di progetti, Valeria ama condividere il suo know-how attraverso lo storytelling, rendendo i contenuti digitali più coinvolgenti e mirati.
Usa il nostro Strumento di Ricerca Intelligente