La Scuola Parentale nei giorni della didattica a distanza

Pubblicato da Silvia

E se la scuola digitale diventasse parentale?

 

Il distanziamento sociale e le inevitabili difficoltà che gli studenti e le famiglie stanno affrontando in questo periodo, mi hanno portato a riflettere su come si possa fornire un servizio educativo e pedagogico efficace.

Le lezioni online sono in questi giorni l'alternativa più proposta alle famiglie e agli alunni, ma cosa accadrà a settembre?

Le classi affollate, gli edifici scolastici non a norma e le inevitabili incertezze sulla opportunità o meno di mandare nuovamente i propri figli a frequentare lezioni in presenza, sono pensieri che stanno passando nella mente di molti.

 

 

Ci sono alternative?

 

La scuola parentale ( o homeschooling, per chi parla un po' di inglese) è una opzione che, anche in Italia, può essere colta in pieno accordo con la Costituzione.

Le famiglie possono scegliere una forma di educazione alternativa a quella pubblica, decidendo di fare seguire un percorso più flessibile ed attento alle caratteristiche dei propri figli.

La scuola parentale non significa isolamento dei bambini/ ragazzi nè tanto meno una istruzione di seconda scelta, anzi! I Tutor/educatori che si impegnano in questa tipologia di istruzione si propongono come mediatori e facilitatori della curiosità e dell'apprendimento degli studenti.

Il tutor osserva ed incoraggia alla scoperta e sviluppo delle doti individuali, assecondando i tempi dell'apprendimento e della crescita, senza imporre percorsi a tappe forzate e standardizzate che, spesso, portano i bambini/ragazzi a sentirsi inadeguati al processo di apprendimento.

Si tratta di un viaggio educativo a 360°!

Le persone non sono vasi vuoti da riempire, ma universi ricchi di mondi e  luci da esplorare e fare sbocciare.

Oggi con le esigenze di distanziamento sociale per ragioni sanitarie, la scoperta di questi tesori cognitivi sembra ancora più complessa perché la didattica a distanza è, appunto, A DISTANZA, e l'uomo è un animale sociale che cresce e si esprime al suo meglio  A CONTATTO con il mondo.

La sfida oggi è quella di conciliare il digitale con il parentale; lo schermo che separa, con la cura della persona e degli apprendimenti per la crescita armonica e completa che avvicina.

Ecco che il tutor, l'educatore, il pedagogista e la famiglia devono fare rete, collaborare e reinventare un nuovo modo di fare "scuola", accogliendo le richieste dei bambini e dei ragazzi. Uso del computer, di internet ma mettendo al centro l'individuo, rocordandoci che l'umanesimo non è qualcosa relegato ai libri di scuola, ma una realtà attuale e necessaria per lo sviluppo della società e della cultura.

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Silvia

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